Recensione de “IL BUIO DENTRO” di Antonio Lanzetta

“IL BUIO DENTRO” è il primo romanzo giallo di Antonio Lanzetta, a15451031_10154256538470668_817849614_nutore già affermato nel mondo fantasy italiano. Suoi i romanzi fantasy Warrior e Revolution editi da “La Corte” edizioni. Lanzetta, nelle sue precedenti opere, mi ha sempre colpito per la fluidità del suo stile, le frasi corrono veloci sul foglio avorio come un’autostrada a tre corsie. Non hai mai tempo di annoiarti e quando arrivi all’ultimo rigo del capitolo ti sorprendi ad avere il fiato corto come se avessi corso insieme ai protagonisti della storia. Peculiarità che ha mantenuto anche in questa sua nuova opera.

Nel leggere questo romanzo mi sono immediatamente ritrovato accanto allo “Sciacallo”, mentre zoppicando e con l’occhio sempre malmesso, si spostava alla ricerca di indizi per identificare un assassino che trentuno anni orsono gli aveva porta via la cosa più preziosa. Ma non solo, e qui è la grandezza di uno scrittore (secondo me), perché il Lanzetta ti fa immergere totalmente nella stato d’animo del protagonista, nelle sue passioni e nella sua storia. Le sue paure, i suoi odi e i suoi amori in qualche modo diventano anche i tuoi. A un certo punto ti ritrovi veramente ad andare in bicicletta con Flavio, Daniano, Stefano e la sventurata Claudia, verso i loro luoghi segreti della campagna salernitana provando quello che provano loro.

Un romanzo che è un crescente di colpi di scena e rivelazioni che lasciano basito il lettore per la complessa architettura del testo.

Il personaggio che più ho amato, per la sua storia travagliata e complessa, è Don Mimì, anziano d’altri tempi abituato ad aiutare il prossimo con metodi non proprio “ortodossi”. Mentre l’unico mio rammarico, visto che sono amante dei miti greci, è che il Lanzetta non spiega fino in fondo il rito che era dietro tutte quelle macabre esecuzioni.

Per il resto è un libro di grande spessore, che conferma Antonio Lanzetta come una vera promessa della narrativa italiana, e che consiglio vivamente di leggere.

Diego Romeo

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Segnalazione-Il mondo dell’altrove di Sabrina Biancu

Cari amici oggi ripredniamo con una rubrica a me molto cara. La segnalazione delle opere di autori emergenti.

L’autrice di questa settima è Sabrina Biancu

Biografia:

Sabrina Biancu nata il 03/12/1981 a Oristano vive a Baressa.
Interessata fin da piccola a comunicare emozioni ed aiutare gli altri, ha capito durante l’adolescenza che voleva fare la scrittrice, quando ha cominciato a partecipare a dei concorsi letterari. received_10206040142302133
È passata dalle poesie ai romanzi, per capire infine che il suo vero interesse sono i racconti fantastici, per riuscire a comunicare che nulla è impossibile se lo si vuole davvero. Il lettore viene trasportato in luoghi magici, che esistono nei sogni, tra realtà è fantasia, che lo aiuteranno a capire se stesso tra personaggi veri e inventati che popolano i diversi racconti.
Trae ispirazione dalla vita e dal mondo che la circonda: un bambino, un fiore, una nuvola ma anche un pensiero che le attraversa la mente, uno stato d’animo positivo, il ricordo di una giornata; cerca di scrivere i racconti allo stesso modo in cui vive la vita, con passione e godendo di ogni momento, così le è più facile mettere nero su bianco e farli diventare un qualcosa che le appartiene.
Al momento è iscritta al corso di laurea in scienze dell’educazione e formazione
Le piacciono i bambini, gli animali e i libri.
Al suo attivo ha due raccolte di racconti, Luce Azzurra (Boopen 2009) e Il mondo dell’ altrove (Marco Del Bucchia Editore 2015).

 

La sua prima opera

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Autore: Biancu Sabrina
Titolo dell’opera: Il mondo dell’altrove
Genere: Narrativa

ISBN: 88-471-0785-4
Prezzo: € 12,00

Numero Pagine: 116
Casa editrice: Marco Del Bucchia Editore
Anno/data di pubblicazione: luglio 2015

 

Sinossi

Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.

 

Infine vi segnalo anche i link dove si può acquistare l’opera prima di Sabrina

Link d’acquisto
http://www.delbucchia.it/libro.php?c=597 ;

http://www.ibs.it/code/9788847107854/biancu-sabrina/mondo-dell-altrove.html

http://www.amazon.it/Il-mondo-dellaltrove-Sabrina-Biancu/dp/8847107857

Buona lettura e alla prossima segnalazione.

Diego

 

 

 

Recensione su “Il figlio del drago” di Stefano Mancini

Il Figlio del Drago

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Che fra Elfi e Nani non corra proprio buon sangue è noto a tutti! Quello che però sfugge ai più è il motivo di tale inimicizia. Per fortuna a colmare questa nostra lacuna, ci viene in soccorso Stefano Mancini, che con la sua saga prova a far luce su uno dei più grandi buchi narrativi del genere fantasy.

Con il suo secondo romanzo, dal titolo “Il figlio del drago”, il Mancini prova ad entrare ancora più a fondo in quelle che, a sua interpretazione, sono stati i motivi che hanno portato Nani ed Elfi ad odiarsi. Un tema che aveva già affrontato con il suo primo romanzo (“Le Paludi d’Athakan” di cui potete trovare la mia recensione qui) ma che in questo secondo capitolo, trova pieno compimento, facendo entrare il lettore nelle logiche, a volte perverse, che si celano dietro tali  avvenimenti.

Il Mancini è riuscito a cogliere e descrivere pienamente l’arroganza elfica e la testardaggine nanica, due dei fondamentali fattori che hanno portato alla guerra fra i due popoli. Infatti per tutto il libro ci si rende conto come basterebbe un semplice “scusa” pronunciato da una delle due fazioni per evitare centinaia di migliaia di morti. Purtroppo, come sovente accade anche nella società moderna e reale, questo “scusa” pacificatore non giunge mai facendo degenerare delle semplici incomprensioni in vera e proprio violenza. Alla fine il Mancini ci fa capire come la guerra è un vortice assurdo che, nessuno vuole, ma che alla fine intrappola tutti loro malgrado e li fa sprofondare nella logica della violenza.

Il piano narrativo è fluido e dinamico, pieno di colpi di scena ed avvenimenti che,foto Stefano Mancini se pur inquadrati nella logica banale della vita quotidiana, in realtà provocano una serie di reazioni a catena che porteranno alla guerra senza neanche accorgersene. Non solo il libro è concepito sia per poter essere letto come seguito “Le Paludi d’Athakan” che come libro a sé state, cosa che rende questo romanzo appetibile anche per chi non ha ancora letto il primo volume.

Lo stile, come nel precedente romanzo, è ben curato e scorrevole, senza refusi ed errori, cosa che fa onore sia all’autore che alla Casa Editrice “Linee Infinite Edizioni”. Pertanto non posso far altro che consigliare vivamente questo libro fantasy a tutti gli amanti del genere e non.

Buona lettura e alla prossima recensione.

Diego Romeo

Comunicato stampa “VIVA GLI ANZIANI”: CONCORSO LETTERARIO – PER UN INCONTRO FRA LE GENERAZIONI

Comunità di Sant’Egidio                                             Insieme per la Cultura

“VIVA GLI ANZIANI”: CONCORSO LETTERARIO

PER UN INCONTRO FRA LE GENERAZIONI

Iniziativa della Comunità di Sant’Egidio e dell’IPLAC col patrocinio del Comune di Roma

Sabato 6 giugno, all’Antico Ospedale San Gallicano la premiazione della I° edizione

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 ROMA – La premiazione della prima edizione del concorso letterario “Viva gli Anziani” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e dall’IPLAC (Insieme per la Cultura)  si terrà sabato 6 giugno alle ore 16.00 presso l’Antico ospedale San Gallicano, in via San Gallicano 25 A (Trastevere).

Il concorso si propone di diffondere una cultura dell’incontro tra generazioni e l’attenzione verso chi è più anziano. All’iniziativa hanno aderito numerose scuole e tanti ragazzi. Oltre 120 opere fra poesie in italiano e in dialetto, racconti e saggi, sono pervenute alla giuria che procederà alla premiazione dei migliori componimenti.

Il concorso “Viva gli anziani” ha permesso a tanti di guardare il mondo della terza e quarta età con un’attenzione nuova. Una luce che ha messo in mostra difficoltà, che si affrontano anche attraverso la cultura, ma che ha saputo anche proporre soluzioni in grado di migliorare la qualità della vita, superando la facile soluzione della istituzionalizzazione. Diffondere una nuova cultura non solo è possibile ma è quanto mai necessario, e il concorso “Viva gli Anziani” è un passo in questa direzione.

L’hashtag per condividere pensieri e parole sui social è:

  #ringraziainonni

Per saperne di più: http://www.vivaglianziani.it/2015/06/03/premiazione-della-i-edizione-del-concorso-letterario-viva-gli-anziani/

Segreteria organizzativa “Viva gli anziani” 06 8992222

Diego Romeo  diegoromeo76@gmail.com

Maria Rizzi  maria.rizzi@fastwebnet.it

Roma, 5 giugno 2015

Buon giorno a tutti voi cari avventurieri delle Lande Percorse, oggi vi voglio segnalare un altro fantasy di un esordiente italiano. L’autrice si chiama Federica Caglioni e da quello che ho visto promette veramente bene. Ma per sbilanciarmi veramente dovrete aspettare finché non avrò letto il suo libro, intanto se siete amanti dell’Urban Fantasy e dei Nephilim eccovi i dati per trovare il suo libro:D

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Autore: Federica Caglioni

Titolo: Alethè

Editore: DuDag

Genere: Urban Fantasy, Young Adult

Pubblicazione: Febbraio 2015

Pagine: 384

Formato & prezzo: Ebook 1€

Venduto su Dudag

Trama

Trasferirsi in un’altra città e lasciarsi alle spalle gli amici e gli affetti di tutti i giorni non è semplice, ma Kelia deve farlo se vuole scoprire qualcosa sui genitori che non ha mai conosciuto. Sa che, qualunque cosa verrà a sapere a proposito di Edward e Sophie, la sua vita non sarà più la stessa.

Quello cui non era preparata è l’imprevedibile piega che prendono gli eventi da quel momento in avanti. Sono solo coincidenze o forse c’è qualcosa di più dietro ai misteriosi oggetti che compaiono dal nulla e agli strani sogni che le impediscono di dormire e che minacciano di accadere davvero? Tra una normale giornata dietro i banchi di scuola in compagnia di Grace e Matt, il solo che riesca a farla stare bene, e i misteriosi rapimenti che bloccano la città, Kelia si trova davanti a una scelta difficile: credersi pazza oppure fidarsi di Alex, uno sconosciuto che dice di sapere ciò che le sta accadendo e che, a quanto sembra, non è il solo a conoscere la verità.

Quando Kelia scopre che anche la sua famiglia è coinvolta e che l’ha tenuta all’oscuro di tutto per proteggerla, non ha altra possibilità che accettare l’incredibile: lei è una Nephilim, discende dai figli di uno dei quattro Arcangeli, e la realtà è ben più complessa e pericolosa di quanto si sarebbe mai aspettata.

Inseguita e braccata da più nemici, Kelia deve guardarsi anche dalle assurde pretese dell’Arcangelo Raphael e per sfuggire a chi cerca di ucciderla, Kelia sarà costretta a scegliere da che parte schierarsi. Ma ogni decisione ha un prezzo e quello che lei dovrà pagare sarà ben più alto di quanto avesse mai immaginato.

Tra nuovi alleati e incontri che cambieranno per sempre la sua vita, in questo primo volume Kelia si troverà a fare da spartiacque in una lotta plurisecolare e che la metterà in marcia verso l’Apocalisse, la guerra che metterà fine al mondo, senza possibilità di ritorno.

A presto il vostro

Diego

Presentazione: “Oltre i confini – Il canto delle Forze Ancestrali” – di NOEMI GASTALDI

il canto delle forze ancestrali Cari avventurieri delle Lande Percorse oggi vi voglio presentare il terzo ed ultimo volume di una trilogia fantasy di un certo livello, trilogia che proprio per la sua natura così particolare ho già ospitato in precedenza con i primi due volumi.

L’autrice è l’enigmatica e misteriosa Noemi Gastaldi, esperta di fantasy e di sovrannaturale, due elementi che promettono veramente bene. Io ero molto curioso di leggere il finale di questa avvincente saga e devo dire che per il momento non sta deludendo le mie aspettative. Ma ora bando alle ciance e andate di corsa ad acquistare questo bellissimo Fantasy indipendente 😉

Titolo :  Oltre i confini – Il canto delle Forze Ancestrali
Autrice :  NOEMI GASTALDI
Pagine :   346
Prezzo di copertina :  10,92€ cartaceo
(disponibile anche in eBook)
Casa editrice :  Autopubblicato
Genere : Fantasy
(acquistabile anche su Amazon )

Disponibile dal 22 marzo 2015

Trama :

” – Non che tu non te lo meriti, ma che hai fatto di tanto brutto per farti portare qui? – chiese lui.
– Sono morta! – sproloquiò Lily. – Come si permette di rivolgerci la parola? – aggiunse poi, rivolta a Lucilla. Per una volta, la Viator fu in parte d’accordo. ”

Lucilla si sveglia nel mondo che credeva perduto.
La realtà circostante è ormai mutata a causa degli squilibri, il mondo sta scivolando nel caos. La stessa Viator è molto cambiata: quel tanto che le servirà per trovare la sua strada…

(disponibili tutti i volumi della trilogia)

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Recensione di Nephelim – Guerra in Purgatorio di Valerio la Martire

 Cari avventurieri delle Lande Percorse oggi vi voglio parlare di un altro bellissimo libro di un autore a me molto caro e che mi ha colpito parecchio. Il romanza si intitola “Nephilm – Guerra in Purgatorio” ed è scritto da Valerio la Martire.

Ma vediamo prima di tutto chi è Valerio:

Valerio la Martire è nato a Roma il 5 novembre 1981, con due settimane di ritardo. valerio la martireHa recuperato il tempo perduto mettendosi a scrivere a dodici anni.

Visto che le sue giornate durano 42 ore ha lavorato come barman, commesso, operatore di call centre, animatore turistico e baby sitter. È stato volontario per Greenpeace e per non farsi mancare nulla ha lavorato anche con l’Unhcr e Medici Senza Frontiere.

Tra le sue pubblicazioni, I ragazzi geisha (Ed. Libreria Croce, 2009), libro sulla prostituzione maschile; Stranizza (Bakemono Lab. 2013), storia d’amore omosessuale nella provincia siciliana; Nopperaboo! (Bakemono Lab. 2013), favola per bambini ambientata in Giappone.

Nephilim è la sua prima trilogia urban fantasy.

Sito dell’autore: http://www.valeriolamartire.com/

Già da questa piccola biografia si intuisce come l’autore sia una persona poliedrica che non si può incasellare in uno stereotipo fisso ed infatti il suo romanzo rispecchia a pieno la sua personalità.

Va veniamo ora al suo romanzo:

cover_nephilimPrima di tutto il romanzo ha una struttura letteraria non comune, i capitoli brevi e dinamici sono scritti in prima persona ed ognuno narra il punto di vista di uno specifico personaggio. Questa singolare struttura narrativa fa si che il libro scorra velocemente senza mai arenarsi in momenti, ne troppo descrittivi ne troppo filosofici, perché semplicemente quello che accadde è narrato così come viene vissuto e visto dal protagonista di turno. Mi permetto di dire che questa è un ottima scelta per un urban che parla di demoni ed angeli. Il testo inoltre è scritto in un ottimo italiano il che lo rende ancora più piacevole da leggere.

Ma veniamo alla storia. Il tema dello scontro fra angeli e demoni in una città moderna è uno dei più usati nel genere urban, quindi scrivere qualche cosa di originale in questo settore non è per nulla facile, al contrario un autore che si voglia incamminare in questo sentiero irto di “banalità” dovrà stare molto attento. Ma qui si nota subito la bravura dell’autore, o quanto meno la sua professionalità, perché si comprende fin dalle prime pagine come dietro la storia ci sia una conoscenza molto approfondita della materia. Valerio infatti ha creato la sua storia partendo dai miti e le leggende ebraiche, cristiane e musulmane che parlano di angeli e demoni, cosa che arricchisce il racconto fantasy di una concretezza che lo fa sentire più “vero”, facendolo distaccare dalle banalissime storie scritte per ragazzini che si accontentano del primo romanzetto che parla di angeli e demoni.

Un altro elemento che lo rende molto interessante è l’amore che nasce fra un celestiale ed un infernale, un amore non convenzionale e che va al di là dei nostri canoni, non tanto perché è il tipico amore fa un celestiale ed un infernale, ma perché è un amore gay. Descritto con estrema delicatezza e dolcezza fa appassionare il lettore fin dal primo bacio. Anche qui si nota la bravura dell’autore che non scade mai nella banalità e nella volgarità.

Anche il finale è degno di nota e di certo del tutto inaspettato, che porterà il lettore fin dentro il secondo volume di questa trilogia che si prospetta sempre più interessante.

Unico neo (a mio avviso) è la scelta della location dove si svolgono i fatti, usare sempre la solita Ne York è stato l’unica banalità in tutto il racconto. Ma a parte questa piccola scivolata il romanzo è comunque uno dei migliori che ho letto in questo periodo e che vi consiglio vivamente.

Alla prossima recensione.

Diego Romeo

Recensione di “Edmund Brown” di Simone Toscano

 Buon giorno a tutti i miei cari avventurieri della Lande Percorse.

Oggi vi vorrei proporre un libro di un autore emergente che si è auto pubblicato con Youcanprint. Ma senza dilungarmi troppo lascio direttamente a lui la sua presentazione così che possiate conoscerlo meglio prima della mia recensione.

“Salve chiamo Simone Toscano e sono nato a DSCF3979Roma, il 3 settembre del 1986. Vivo tutt’ora nella capitale, in zona Talenti/Montesacro. Mi sono diplomato nel 2006 presso l’istituto tecnico commerciale Matteucci e da allora ho alternato molti tipi di lavoro. Da circa 4 anni lavoro per una società di Roma Capitale situata in zona Eur. Ho molte passioni oltre la lettura; suono chitarra e tastiera, ascolto musica Rock e non solo, faccio arti marziali, sci, calcio e adoro il cinema. Ho un fratello e una sorella più grandi e un gemello completamente diverso da me. Ho sempre desiderato scrivere un libro e youcanprint me ne ha dato l’occasione. Edmund Brown, il mio libro, è nato da un idea improvvisa nella prima settimana di maggio 2014. Ho scritto senza fretta ne alcuna pressione; mi sono goduto ogni attimo della storia e mi sono divertito da morire. Credo che chi sente di avere una storia da raccontare debba farlo senza alcuna vergona o timore. Una buona storia merita sempre di essere raccontata”

Benissimo ora che avete fatto le dovute presentazioni passiamo alla mia recensione sul suo libro!

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Cosa fareste voi se improvvisamente scopriste di poter vedere la morte di chi vi sta accanto? O peggio della persona che amate più di ogni altra cosa? Come la prendereste questa “abilità” come una maledizione o come un dono? Ebbene questa è la storia di Edmund Brown, per gli amici Ed, che da quando era piccolo riusciva a vedere, in visioni tutt’altro che indolore, la morte di quelli che gli stavano accanto in maniera del tutto involontaria ed incontrollabile. Il romanzo si snoda proprio tutto su questo particolarità del protagonista e su come lui riesca a convivere con questo “dono”.

Se bene il racconto di Simone Toscano, non presenti un soggetto proprio originale, il suo modo di scrivere e di narrare gli eventi appassionano da subito il lettore (o almeno per me è stato così) che sempre più si troverà coinvolto con lo strano dono di Ed e le decisioni che tale dono gli faranno prendere. La storia è molto fruibile e ben articolata, lo stile narrativo è piacevole, inoltre ho trovato ottima la scelta di usare capitoli piccoli e snelli, al contrario, in un testo non troppo lungo l’autore avrebbe rischiato di affossare troppo il filo narrativo.

Il testo è scritto in buon italiano e non presenta errori, se non alcuni piccoli refusi, che possono essere perdonati ad un autore indipendente alle prime armi (che non dispone di risorse per un editing professionale), soprattutto se si comprarono con i mostri sacri dell’editoria…

Infine, una notta del tutto personale, ho trovato molto bello il modo delicato con cui Simone Toscano descrive i rapporti (anche sessuali) fra uomo e donna, in un momento letterario in cui sembra prevalere “l’eccessivo” se non addirittura la violenza, Simone Toscano si limita a descrivere i sentimenti e le sensazioni, lasciando al lettore il compito di immaginarsi tutto il resto. Un cosa assai rara che a parere mio danno un valore in più a questo testo.

Insomma un buon libro che si può leggere se si vogliono passare alcune ore di relax.

Concludo con il segnalarvi che questo libro si può trovare sui maggiori store di libri come Amazon, Mondadori Store, Youcanprint.it e Kobobooks.com e su più di 30 store minori.

Buona lettura e alla prossima recensione.

Diego Romeo

Recensione dei “I Rami del Tempo – L’erede della Luce” di Luca Rossi

“I Rami del Tempo – L’erede della Luce”

di

Luca Rossi

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Alla sua terza opera, Luca Rossi, si afferma come uno dei più promettenti autori indipendenti di fantasy italiano. In particolare nella sua ultima opera, I Rami del Tempo – L’erede della Luce, mostra come anche un indipendente, se bene non abbia tutto il supporto di una casa editrice seria, possa produrre un’opera di un alto livello sia tecnico che narrativo.

Ma torniamo all’opera. Dal punto di vista tecnico posso dire che l’opera è scritta in un italiano pregevole e senza refusi, cosa che non è affatto scontata per un autore tradizionale figurarsi per un indipendente. I suoi capitoli brevi non affossano la lettura e di conseguenza il sistema narrativo risulta essere molto fluido e scorrevole. Nelle descrizioni Luca Rossi è abbastanza bravo nel dosarle senza renderle pompose e a tratti barocche, altro difetto di molti autori, anche se a mio avviso qualcosina in più poteva essere apprezzata. La copertina è di buona qualità e l’immagine scelta molto suggestiva attirando la curiosità del lettore senza però essere molesta. Nell’insieme il libro score velocemente ed è molto piacevole da leggere sia nella versione cartacea che nella sua versione e-book, nella quale si può apprezzare un menù di navigazione interno semplice e molto rapido.

Per quanto riguarda la storia invece l’autore usa uno stile molto “Martiniano” (concedetemi il termine) che rende la trama ricca di forti emozioni che possono appassionare molto il lettore. Ma sono due i punti che più mi hanno colpito di questa storia. Il primo è su come l’autore sia stato capace di “giocare” con i rami del tempo senza cadere nella banalissima trappola dell’incongruenza, ovvero facendo quegli odiosi errori di collegamento fra il presente e il passato che tanto odiamo noi lettori (almeno io). Per questo devo fare un elogio particolare all’autore perché ha dimostrato una grande professionalità nel non perdere mai il filo della storia principale legando in maniera perfetta il secondo volume della saga al primo. Da qui si denota un grande lavoro di appunti e di riferimenti che non sono stati vani. Il secondo punto invece che mi ha colpito molto sono stati i vari colpi di scena, che non svelerò in questa sede per non togliere il gusto al lettore di leggere il libro, ma che devo dire sono stati del tutto inaspettati e che hanno dato una marcia in più alla lettura. Soprattutto l’ultimo che potrà essere apprezzato fino in fondo solo se si è seguito fin dalle origini l’autore.

Concludo con il dire che non vedo l’ora di leggere il terzo volume della saga perché ormai la curiosità mi divora giorno dopo giorno. Luca sbrigati!

Diego Romeo.

Recensione su “Effetto Christian”

Anzitutto vorrei ringraziare di cuore Maria Rizzi che mi ha permesso di recensire un libro bellissimo con il quale ho scoperto la storia straordinaria di Christian. Sono rimasto molto colpito da questo bambino non solo da padre, ma perché incontro la disabilità nella vita quotidiana da più di venti anni.

Christian, Christian Quagliano per la precisione, è affetto da una malattia terribile, la SMA (Atrofia Muscolare Spinale) di cui esistono diversi livelli indicati secondo il grado invalidante. Christian è affetto da SMA1, la peggiore! Cosa c’è di speciale in una difficoltà del genere? Al massimo, secondo il sentire comune, dovrebbe essere una storia tragica, ma diventa straordinaria perché a dispetto di quanto possiamo immaginare Christian (pur consapevole nonostante abbia poco più di due anni) è veramente felice!

Un bambino affetto da SMA, uno SMAbimbo come gli piace definirsi, felice? Se ammettiamo, anche controvoglia, di vivere condizionati dalla dittatura del materialismo, ci accorgiamo che chi non è perfettamente realizzato (bello, sano, ricco, elegante, trendy, affermato nel lavoro e negli studi) sembra già escluso dalla categoria della felicità. Perché, parliamoci chiaro, spesso la vita per molti sembra aver perduto il valore assoluto, a vantaggio di un indice relativo e proporzionato al grado di successo. Se sei riuscito bene la vita ha un gran valore ed è degna di essere vissuta; se non sei riuscito, perché anziano e/o disabile, immigrato, profugo, senza dimora, disoccupato, carcerato… mi dispiace, ma la tua vita non ha valore. Si entra in un limbo che Papa Francesco definisce la cultura dello scarto: non c’è più posto per te se non in istituto o peggio.

In questa società liquida, come la definisce Zygmunt Bauman, siamo alla costante ricerca di una felicità materiale più che affettiva: ma la felicità per sua natura, data la sua liquidità, alla fine non arriva mai, perché cambia e scorre a seconda della moda del momento. Quindi crea ansia, frustrazione, desiderio di possedere una sensazione volatile, per concludere con l’abbattimento se non con la depressione. Vedere felice uno SMAbimbo come Christian fa rabbia perché da “perfettamente riusciti” quali siamo non avvertiamo la stessa felicità. Una reazione complessa che non riusciamo a comprendere: come essere felici senza usare lo smartphone di ultima generazione?

Una domanda inquietante: la risposta è disponibile solo se troviamo il coraggio di fermarci un attimo e in tutta umiltà farci guidare da un bambino di due anni che non riesce a muoversi e neanche a parlare. I nostri maestri, le nostre guide devono essere grandi saggi, uomini di successo, non un bambino di due anni malato. Eppure proprio in questa fragilità si nasconde un grande insegnamento: Christian è felice perché è amato. Grazie all’affetto commovente di genitori e amici ha accettato la sua condizione. Il segreto di Christian: l’amore! Un sentimento opposto alla cultura dello scarto che giudica per quello che si è e non per quello che si vale. Precisando però (e si comprende alla perfezione leggendo il libro) che la felicità di Christian non è ingenuo abbandono istintivo, di chi non capisce; al contrario è una consapevolezza, una maturità straordinaria. Ha accettato il suo status sapendo di non essere solo la sua malattia. Christian, come spesso ripetuto nel libro, sa perfettamente che anche solo fare il bagnetto nel canotto è un’impresa, arriva a dire “insomma le procedure per fare qualsiasi cosa, compreso il bagnetto, sono sempre lunghe ed io sono impaziente, spesso mi viene la faccia brutta, anzi bruttissima!”. Quanta consapevolezza c’è in questa frase? Alla sua età già sa esattamente quanto è difficile la vita ma poi aggiunge: “Ma cambia tutto quando sono a mollo!”

Per comprendere meglio il concetto ci viene in aiuto anche il vecchio e saggio Gufo Barbù: “Noi uomini non accettiamo mai del tutto quel che siamo. Vogliamo essere diversi, più belli, più bravi, più ricchi, più intelligenti. Spesso abbiamo tutte queste cose, ma non ce ne rendiamo conto, finendo col vivere di nostalgia quando le perdiamo. Sam, ci ho pensato molto e sono sicuro che la Formula del Ritorno funziona soltanto se nel tuo cuore, nel profondo della tua anima, accetti chi sei, quel che sei, ti vuoi così come sei, con i pregi e i difetti che hai, con la famiglia, la casa, la vita, la terra che riempiono e fanno la tua vita

Quanti di noi possono dire che si accettano al 100% nella propria condizione? Eppure noi, rispetto a Christian, siamo gente “stra-perfettamente riuscita”!

Ma non può essere una scusa per non lottare per migliorarsi o per guarire. I genitori di Christian lo amano per quello che è: sono sicuro che la ameranno così sempre, ma al tempo stesso lottano, si informano, cercano fondi per la ricerca e viaggiano in lungo e in largo pur di trovare una cura. Questo è il vero amore: una fantasia ingegnosa, tenace, non mollare mai, non accettare passivamente le avversità. Lottare per una persona e non “scartarla” appena ha una malattia o peggio se è nata disabile.

Un grande male di oggi è l’abbandono, che tocca tutta la società ed in particolare i disabili e le loro famiglie. C’è un’orfananza generalizzata che ci fa perdere il contatto con la realtà e con i veri valori. La gente si sente sempre più sola ed è per questo che si verificano tanti gesti estremi, anche violenti, contro i familiari disabili, pur lungamente amati ed accuditi. Nella solitudine la gente impazzisce, non ragiona più e vede il prossimo solo come un fardello di cui sbarazzarsi. È il motivo per cui in molti stati di Europa si legifera una sorta di “selezione genetica”, passatemi il termine, come l’eutanasia. Almeno sulla carta queste leggi sembrano perfette, anzi addirittura cariche di umanità e pietà. Del resto la pretesa motivazione nobile sarebbe: “Lo faccio per te, perché la tua non è più vita; lo faccio per ridonarti quella dignità che ormai hai perso”, senza ammettere che lo si fa più per togliersi il problema, perché si è troppo stanchi o impegnati per occuparsi fino in fondo della vita di chi ci sta accanto ed è malato. Si rompe un argine per far crollare una diga. Una teoria del cosiddetto “piano inclinato”: si parte da una normativa dalla parvenza inoppugnabile e si scivola sempre più in basso, fagocitando ogni categoria più debole e fragile, che necessita sostegno ed affetto più che sentenze capitali. Sono i sani a decidere nel 99% dei casi, non i diretti interessati: la malattia, il dolore, la sofferenza renderebbero la vita non più dignitosa da vivere, fino a dimenticare ogni principio etico. Come è accaduto in Belgio, paese all’avanguardia mondiale sulla legge in favore dell’eutanasia, in base ad un immaginario diritto inalienabile superiore alla scelta delle proprie leggi biologiche. Oggi è arrivata a toccare persino i minori senza limite d’età, per cui anche un bambino di due anni affetto da SMA con l’assenso dei genitori potrebbe richiederla. Scusate il paragone doloroso che non vuole sembrare irriguardoso. Mi permetto una provocazione per esaltare il clima di amore di questa storia. Spesso, ripeto la mia convinzione, accade perché la gente è sola e non sa più come fare ad andare avanti. La forza di Christian e della sua famiglia sta nel fatto di non essere rimasti soli. Hanno intorno a loro un tessuto umano formato da tanti amici: Vesuvietta, Dadà, la nonna e tanti altri, che li sostengono e li aiutano concretamente. Per questo è un racconto straordinario: ridona un’immagine di paternità ormai persa, ci fa comprendere come l’amore sia veramente l’unica speranza che sana le ferite anche quando non si guarisce. Dona dignità e valore alla vita del malato e di chi lo assiste e soprattutto fa capire che da soli non si va da nessuna parte: al contrario solo con gli amici si trova la giusta forza per andare avanti anche nei momenti difficili.

Quindi la domanda che oggi ci dovremmo fare è: Vivremmo davvero in un mondo più felice se oggi non ci fosse Christian Quagliano?

Personalmente, penso proprio di no!

Diego Romeo