Il Figlio del Drago

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Che fra Elfi e Nani non corra proprio buon sangue è noto a tutti! Quello che però sfugge ai più è il motivo di tale inimicizia. Per fortuna a colmare questa nostra lacuna, ci viene in soccorso Stefano Mancini, che con la sua saga prova a far luce su uno dei più grandi buchi narrativi del genere fantasy.

Con il suo secondo romanzo, dal titolo “Il figlio del drago”, il Mancini prova ad entrare ancora più a fondo in quelle che, a sua interpretazione, sono stati i motivi che hanno portato Nani ed Elfi ad odiarsi. Un tema che aveva già affrontato con il suo primo romanzo (“Le Paludi d’Athakan” di cui potete trovare la mia recensione qui) ma che in questo secondo capitolo, trova pieno compimento, facendo entrare il lettore nelle logiche, a volte perverse, che si celano dietro tali  avvenimenti.

Il Mancini è riuscito a cogliere e descrivere pienamente l’arroganza elfica e la testardaggine nanica, due dei fondamentali fattori che hanno portato alla guerra fra i due popoli. Infatti per tutto il libro ci si rende conto come basterebbe un semplice “scusa” pronunciato da una delle due fazioni per evitare centinaia di migliaia di morti. Purtroppo, come sovente accade anche nella società moderna e reale, questo “scusa” pacificatore non giunge mai facendo degenerare delle semplici incomprensioni in vera e proprio violenza. Alla fine il Mancini ci fa capire come la guerra è un vortice assurdo che, nessuno vuole, ma che alla fine intrappola tutti loro malgrado e li fa sprofondare nella logica della violenza.

Il piano narrativo è fluido e dinamico, pieno di colpi di scena ed avvenimenti che,foto Stefano Mancini se pur inquadrati nella logica banale della vita quotidiana, in realtà provocano una serie di reazioni a catena che porteranno alla guerra senza neanche accorgersene. Non solo il libro è concepito sia per poter essere letto come seguito “Le Paludi d’Athakan” che come libro a sé state, cosa che rende questo romanzo appetibile anche per chi non ha ancora letto il primo volume.

Lo stile, come nel precedente romanzo, è ben curato e scorrevole, senza refusi ed errori, cosa che fa onore sia all’autore che alla Casa Editrice “Linee Infinite Edizioni”. Pertanto non posso far altro che consigliare vivamente questo libro fantasy a tutti gli amanti del genere e non.

Buona lettura e alla prossima recensione.

Diego Romeo

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