“I Rami del Tempo – L’erede della Luce”

di

Luca Rossi

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Alla sua terza opera, Luca Rossi, si afferma come uno dei più promettenti autori indipendenti di fantasy italiano. In particolare nella sua ultima opera, I Rami del Tempo – L’erede della Luce, mostra come anche un indipendente, se bene non abbia tutto il supporto di una casa editrice seria, possa produrre un’opera di un alto livello sia tecnico che narrativo.

Ma torniamo all’opera. Dal punto di vista tecnico posso dire che l’opera è scritta in un italiano pregevole e senza refusi, cosa che non è affatto scontata per un autore tradizionale figurarsi per un indipendente. I suoi capitoli brevi non affossano la lettura e di conseguenza il sistema narrativo risulta essere molto fluido e scorrevole. Nelle descrizioni Luca Rossi è abbastanza bravo nel dosarle senza renderle pompose e a tratti barocche, altro difetto di molti autori, anche se a mio avviso qualcosina in più poteva essere apprezzata. La copertina è di buona qualità e l’immagine scelta molto suggestiva attirando la curiosità del lettore senza però essere molesta. Nell’insieme il libro score velocemente ed è molto piacevole da leggere sia nella versione cartacea che nella sua versione e-book, nella quale si può apprezzare un menù di navigazione interno semplice e molto rapido.

Per quanto riguarda la storia invece l’autore usa uno stile molto “Martiniano” (concedetemi il termine) che rende la trama ricca di forti emozioni che possono appassionare molto il lettore. Ma sono due i punti che più mi hanno colpito di questa storia. Il primo è su come l’autore sia stato capace di “giocare” con i rami del tempo senza cadere nella banalissima trappola dell’incongruenza, ovvero facendo quegli odiosi errori di collegamento fra il presente e il passato che tanto odiamo noi lettori (almeno io). Per questo devo fare un elogio particolare all’autore perché ha dimostrato una grande professionalità nel non perdere mai il filo della storia principale legando in maniera perfetta il secondo volume della saga al primo. Da qui si denota un grande lavoro di appunti e di riferimenti che non sono stati vani. Il secondo punto invece che mi ha colpito molto sono stati i vari colpi di scena, che non svelerò in questa sede per non togliere il gusto al lettore di leggere il libro, ma che devo dire sono stati del tutto inaspettati e che hanno dato una marcia in più alla lettura. Soprattutto l’ultimo che potrà essere apprezzato fino in fondo solo se si è seguito fin dalle origini l’autore.

Concludo con il dire che non vedo l’ora di leggere il terzo volume della saga perché ormai la curiosità mi divora giorno dopo giorno. Luca sbrigati!

Diego Romeo.

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