CAPTALOONA di Claudio Fiorentini

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Biografia

Claudio Fiorentini è nato a Roma nel 1959 e ha vissuto molti anni in giro per il mondo. Ha pubblicato un libro di poesia sperimentale, Da Comunque Uomo (1992) e i romanzi: Ovvero, le porte del mare (2002), Io parlo Jazz (2004) di cui potete leggere la mia recensione QUI, I faro di Bighlise (2007), La stella e la sua luce (2008) ed Il misterioso caso di Via Delia da Gilal-Gulta (2011).

Nel 2012 ha pubblicato con la Kairòs Editore il libro di poesie e fotografie Incauta magia del mentre, con il quale ha risosto significativi successi di critica.

Tutti i suoi libri sono stati premiati in numerosi concorsi letterari.

Oltre ad essere poeta e narratore è anche pittore ed è presente in molte mostre nazionali ed internazionali.

La mia opinione

Una delle domande che spesso mi faccio nell’ambito della mia professione è: “quale è il vero compito di uno scrittore?”. Domanda che può sembrare scontata, banale ed ai più inutile, ma che secondo me ha una grandissima importanza.

A mio avviso lo scrittore ha il compito non solo di scriver un buon libro e/o una bella poesia, ma ha l’ardua missine di trasmettere idee, inquietudini, sogni, frustrazioni, proteste e quant’altro al lettore (compito non facile). Cosa poi il lettore percepisca è un’altra storia, ma lo scrittore ha, a mio avviso, il dovere etico e morale di non scrivere a vuoto.

Purtroppo sempre più si vedono solo opere del tutto commerciali, che servono solo a scalare le vette delle classifiche e a fare soldi, ma che poi in concreto non lasciano nulla, se no il buco nel proprio portafoglio dopo aver acquistato il libro.

Ogni tanto però ti imbatti in uno scrittore (che poi non molli più) che invece di commerciale non ha nulla ma ha solo voglia di cambiare il mondo attraverso la cultura, di fare una vera e propria “rivoluzione” culturale, come nel caso specifico di Claudio Fiorentini e del suo Captaloona.

Un libro che racconta una storia surreale con dei personaggi dai nomi improbabili, ma che in realtà rispecchiano a pieno le fobie, le angosce e le aspettative della società moderna. Marc Mullet, Galatea Malaspina, Cornelio Pesto e Collirio, sono solo alcuni fra i personaggi che abitano questa città immaginaria, che come dice l’autore stesso, più che una città è un concetto o meglio un ideale di utopica realtà.

Un libro spumeggiante che non ti lascia nemmeno per un istante, che ti insinua il tarlo del dubbio che ti rode le basi delle tue solide certezze. Un libro in cui (almeno per me) la fanno da padrone gli splendidi dialoghi, che conditi ad arte (come solo il miglior chef sa fare) con ironia e irriverenza, sanno mettere a nudo tutte le debolezze e il malcostume di questa società in piena crisi. In questi passaggi si nota tutta la forza ed il messaggio che l’autore vuole dare al lettore. Un messaggio che non è sempre confortevole ma che mette in guardia dal continuare per questa via che stiamo percorrendo in questo particolare periodo storico.

Insomma un libro che vale la pena di leggere, anche solo per immaginare un’alternativa possibile al nostro modo di pensare.

Spero di non avervi annoiato con questa recensione. Buona lettura e alla prossima!

Diego

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