Da sempre una delle più grandi chimere per un novello scrittore è quella di trovare un buon contratto di pubblicazione!

A questo proposito si potrebbe eccepire che, vista l’enormità di Case Editrici sul mercato, questa ricerca sia più che facile!!! Infondo se il mare è pieno di pesci basta mettersi lì e pescare… purtroppo per noi (e mi ci metto anch’io in qualità di novello scrittore ancora alla ricerca di un buon contratto) non è affatto così… ma procediamo con ordine.

Prima di tutto specifico, che tutto quello che di seguito è riportato è frutto di esperienze personali vissute in prima persona e soprattutto sono e rimangono solo mie opinioni personali. Detto questo si può perseguire…

Di solito, dopo aver terminato il nostro primo libro, a meno di non aver ricevuto un ingaggio in precedenza, si va su un motore di ricerca qualunque per cercare una Casa Editrice. Un azione molto facile ma che in sé racchiude una marea di insidie. Perché è proprio qui che arrivano le prime batoste, soprattutto per chi è agli inizi. Questo perché, quasi sempre, le prime CE ad apparire sulla lista di Google sono le famigerate Case Editrici a pagamento, meglio note con l’acronimo di EAP (a questo proposito vi invito a leggere un altro mio articolo uscito sul Blog Radio Vortice), che curando meglio i loro siti ed usando delle particolari parole chiave, riescono a farsi visualizzare per prime nelle ricerche generiche. Per il novello Dante queste EAP rappresentano quello che rappresenta una tela di un ragno per una mosca, perché accettando subito di pubblicarti ti distolgono dai particolari del contratto, facendo leva sulla sfrenata euforia di aver trovato subito un editore. Ti coccolano e ti illudono con promesse fallaci, poi quando hai pagato (somme spesso da capogiro che arrivano facilmente a toccare anche ai 2500-3500 euro) ti abbandonano al tuo destino, lasciando nelle tue mani editing, promozione e distribuzione del tuo testo. Uscire poi da questa ragnatela è molto difficile e spesso se non si vuole aspettare la fine naturale del contratto, bisogna mettere di mezzo un avvocato con i relativi costi.

A questo punto, dopo tutto questo calvario, si è tornato in possesso dei propri diritti d’autore (spesso pagando una fortuna), ma il contratto di pubblicazione ancora non c’è… quindi si continua a cercare un contratto di pubblicazione che questa volta sia Free, ovvero senza spese di pubblicazione da parte dell’autore. Si continua a mandare a destra e a manca il proprio libro nella speranza che qualcuno risponda. Possono i mesi e alla fine, una CE Free finalmente risponde. Siamo contenti, siamo alle stelle perché finalmente una CE seria (seria solo perché è Free) ci ha preso in considerazione e questo vuol dire che il mio libro vale veramente.

Tutto vero, c’è solo un piccolo problema…

Spesso a rispondere sono piccoli editori che pur essendo free non hanno degli ottimi contratti di pubblicazione. Per fare alcuni esempi: lasciano sempre sulle spalle dell’autore la promozione e la distribuzione, le percentuali di sconto sull’acquisto dei propri libri da usare per la promozione, sono molto basse e non lasciano margine di guadagno per l’autore, ti vincolano per 5 anni e più a partire, non dalla data di sottoscrizione del contratto, ma bensì dalla data di effettiva pubblicazione del libro (e spesso possono passare anche 12-14 mesi dalla firma del contratto all’effettiva pubblicazione). Insomma tutte cose, più o meno rilevanti, che però alla fine pesano solo sulle spalle dell’autore e non anche della CE.

Non solo spesso il contratto è scritto male (non solo con errori di italiano che per una CE dovrebbe essere il colmo) ma anche perché spesso gli articoli dello stesso si contraddicono fra di loro e le poche cose che un autore è riuscito a negoziare veramente con fatica, vengono riportate in un articolo per poi essere contradette due articoli dopo… insomma una vera e propria porcheria per dirla all’italiana.

Ma veramente un autore emergente, che magari vale anche, si deve piegare a questi contratti quantomeno discutibili? Secondo me la risposta è no… ma anche qui andiamo con ordine.

Vediamo prima di tutto che cose è un contratto. Secondo il dizionario (senza andar a scomodare Codici vari) un contratto è: un accordo, scritto o verbale, tra due o più parti per lo scambio di beni e servizi. La parola chiave è proprio “accordo”. Se non vi è un accordo fra le parti non ci può essere un contratto e l’accordo si raggiunge cercando una mediazione fra le esigenze dei vari attori che partecipano al contratto. Quindi il campanello d’allarme che state per firmare un contratto capestro è proprio quando la CE (anche se FREE) non voglia cedere neanche di un po’ sulle sue richieste.

Ma voi mi direte che: così è il mercato, del resto siamo agli inizi e non si può pretendere più di tanto, già che uno trova un contratto free dovrebbe essere felice e via dicendo!!!

Forse è vero, ma se non siamo prima di tutto noi stessi a credere nelle nostre potenzialità, chi mai ci crederà? O peggio, se siamo proprio noi a svenderci alla prima offerta ricevuta solo perché è free, quanto in là potremo mai arrivare?

Se la CE crede in voi, ci crede punto e a meno che voi non chiediate i compensi della Rowling, ma vi limitiate a richieste legittime e/o sensate un rifiuto a priori non è il segnale dell’inizio di una proficua ed amichevole collaborazione fra le parti. Ricordate la CE dovrà essere il vostro Partener, perché lei guadagnerà dal vostro lavoro, e non il vostro aguzzino.

Quindi non fermatevi al primo contratto (a meno che non sia un buon contratto, ovviamente), perché finché le cose vanno bene vanno bene, ma se poi succede qualche cosa e si deve andare in giudizio se il contratto è scritto male e lasica grande margine d’interpretazione, quasi sempre, vince chi ha l’avvocato migliore e quasi sempre un autore alle prime armi difficilmente si potrà permettere un buon avvocato…

Quindi, e questo è un consiglio del tutto personale,  piuttosto che firmare un contratto solo perché è Free mettetevi in auto-pubblicazione ed aspettate finché non troverete qualche cosa di minimamente decente e che valorizzi veramente il vostro lavoro. Tanto se valete veramente prima o poi qualcuno se ne accorgerà!

Diego Romeo

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