Cari amici oggi vi voglio presentare questo libro che ho appena finito di leggere. dal titolo

BIANCO E NERO PARTE I – I DRAGHI DEL POTERE DI P. MARINA PIERONI

 COLLANA: Cronache dalle Terre di Arret Volume I

GENERE: Epic Fantasy, Sword & Sorcery, Fantasy Romance

EDITORE: Selfpublished

PAGINE: 346

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Breve SINOSSI

 E se il principe non fosse azzurro? Ma nero come la notte?

A questa domanda si troverà a dover rispondere Serenia, giovane principessa delle Terre di Arret.

Arret è una terra fantastica dove la magia è scomparsa da venti lunghi anni, e con essa anche i draghi. Nessuno lo ricorda, ad eccezione di poche persone particolarmente dotate, che hanno tentato di celare tutti gli indizi e tutti i riferimenti.

La principessa Serenia vive una vita abbastanza tranquilla, finché sarà costretta a fare i conti con il ruolo che ricopre. Gilbert il principe nero, bello e tenebroso, sceglierà proprio lei come sua sposa, nonostante lei tenti di evitare il matrimonio a tutti i costi.
La prima notte di nozze con Gilbert non è certo di miele, il principe abusa di lei, nonostante la ragazza desideri accontentarlo, e le violenze aumenteranno il giorno successivo, portando Serenia in un abisso di disperazione. E’ chiaro alla ragazza che suo marito nasconde un terribile segreto ma impiegherà diverso tempo per scoprire di cosa si tratta.
Il rapporto tra Gilbert e Serenia evolverà di giorno in giorno finché, durante una passeggiata a cavallo, lui sarà costretto a rivelare il suo segreto.
Serenia si accorgerà con stupore di non provare alcuna repulsione, anzi, la scoperta l’attrarrà a lui ancora di più.
Ma sarà proprio la loro unione così forte a liberare i poteri dei draghi rimasti assopiti.

Da quel momento la scena cambia completamente. Serenia sarà costretta a fuggire dal castello e a vagare per le Terre di Arret per imparare ad usare il potere dei draghi.
La magia si insinuerà nel mondo pian piano, fino a dirompere con grande forza.

Le Terre di Arret si apriranno davanti agli occhi dei lettori, che lo vedranno attraverso gli occhi della protagonista, tra duelli di spada e magia, folli cavalcate e anche un pizzico di ironia.
Note di colore vengono pennellate qua e là per le pagine, e la musica è la vera protagonista di alcune scene significative.
Una curiosità: pur essendo un racconto ambientato in un mondo fantastico, vengono nominati elementi reali e personaggi realmente esistiti, come Beethoven, i fratelli Grimm, il Bernini e altri.

 

BIOGRAFIA

L’autrice è nata a Roma nel 1977 e oggi vive in Umbria vicino Narni (la città che ha ispirato Lewis per scrivere le Cronache di Narnia). Il nome Marina è quello che avrebbe dovuto avere se all’ultimo momento non ci fosse stato un ripensamento davanti l’ufficiale dell’anagrafe. Fin da piccola ha avuto la passione per libri e racconti fantasy, film dello stesso genere e cartoni animati. Guardava “La Storia infinita” immaginandosi di essere Atreyu che cavalcava Artax o Saint Seya dei Cavalieri dello Zodiaco mentre indossava l’armatura di Pegasus. Da qualche anno ha scoperto anche un grande amore per gli archivi polverosi e le antiche pergamene. Nella sua fantasia albergava fin dall’infanzia il magico mondo di Arret ed ha finalmente preso vita nel suo romanzo d’esordio “Bianco e Nero parte I – Il potere dei draghi”.

RECENSIONE

il romanzo di esordio di Marina Pieroni. Anzitutto (e lo dico con piacere) stilisticamente è molto apprezzabile. Leggero e scorrevole, il testo guida invisibile, fluidamente, alla conclusione. Notevole anche il taglio narratologico: capitoli non troppo lunghi e interruzioni ad hoc incollano il lettore alla pagina risvegliando la curiosità montante di seguire il dipanarsi degli eventi. Chiaramente è marcato l’interesse dell’autrice per il genere puramente nipponico dei Manga: a tratti sembra di leggere un graphic novel invece che un romanzo. La fabula è bipartita: nella prima sezione predomina il genere Romance e nella seconda l’Epic Fantasy. A mio modesto parere, pur non essendo un particolare amante (dunque esperto) del genere Romance, la prima parte appare poco risolta, soprattutto perché tende (ripeto, a mio avviso!) a confondere i vari piani del tema amoroso, l’agape con l’eros. Il lato erotico, sempre evidente, risulta però a volte fin troppo morboso e violento perdendo di godibilità (ci siamo intesi). La seconda parte (più vicina ai miei gusti) molto più interessante e piena di colpi di scena. Ulteriore considerazione. L’autrice ha optato per un punto di vista quasi esclusivamente in prima persona, ovvero immedesimata nel punto di vista della protagonista, una ragazzina poco più che adolescente e oserei dire molto libera e diretta. La scelta potrebbe rivelarsi insidiosa. Da una parte il racconto in prima persona è sicuramente più avvincente e coinvolgente; dall’altra (soprattutto per un romanzo fantasy di questo tipo, il cui mondo è immaginario e non riconducibile ad un modello conosciuto) può lasciare il lettore infastidito da incongruenze dovute alla continua scoperta, da parte della protagonista stessa, di troppi aspetti durante i concitati passaggi. Questo a totale detrimento dell’unità sostanziale dell’opera. Le incongruenze storiche – geografiche trovano una spiegazione ed una collocazione nel quadro generale che Marina ha pensato per il suo mondo, rivelato al lettore in maniera graduale. Si conferma quindi il sospetto che gestire il continuo stupore della voce narrante di fronte a fatti ed ambienti nel suo mondo naturale (ma totalmente sconosciuto al lettore) rimane un esercizio garantito solo alle penne più collaudate. In conclusione: lo stile di Marina è sicuramente affascinante ed accattivante, ma la storia (la carpenteria del romanzo, cioè la trama e l’intreccio) ha bisogno di crescere, magari con gli stessi passi curiosi e sorprendenti che tanto fanno trasalire la protagonista/voce narrante, dietro cui si potrebbe immaginare, chissà, tanto vissuto autobiografico (o la sua proiezione immaginaria la massimo grado di intensità possibile). Tuttavia mi ha così incuriosito che sicuramente continuerò a seguirla con assiduità, in attesa della prossima opera letteraria.

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