Segnalazione: I quattro regni di Pietro Tulipano

I quattro regni

di Pietro Tulipano

 

Quattro Regni cover

 

Cari eroi delle Lande Percorse, oggi vi segnalo un ottimo fanatasy classico di un autore emergente pieno di risorse, tra cui l’ironia (che non guasta mai… anzi!)

Ma bando alle chiacchiere, per ora vi riporto di seguito la sinossi e i punti di contatto, mentre vi preannuncio che a breve seguirà anche una recensione.

Buona Lettura.

Diego

Sinossi:

La pace, rimasta salda per secoli, è minacciata dall’improvviso riarmo degli orchi, popolo guerriero umiliato da antichi trattati. Il re degli uomini, cerca alleati, i quali nominano un’ambasciata composta dai loro guerrieri più abili e fidati e da uno dei paladini, saggi guerrieri custodi della pace. Tra loro ci sarà anche un abile e misterioso cacciatore. Con il benestare del re degli uomini, si aggiungerà alla spedizione anche una giovane ragazza, Aisling, figlia di un nobile generale del regno. Il loro compito sarà quello di far luce sulle intenzioni del re degli orchi e, eventualmente, assassinarlo.

Alla spedizione si unirà Déltan, un giovane desideroso di scoprire il mondo. Tra lui e Aisling nascerà un amore difficile: ostacolato dalle loro diverse origini. Ma la sua partecipazione all’impresa non è passata inosservata e segnali misteriosi sembrano accompagnarlo.

Durante il viaggio, il giovane dovrà misurarsi con molte difficoltà, la più importante sarà scoprire se stesso.

Alderaan

Mi sembra chiaro… non fate arrabiare Darth Vader 😉

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Recensione: “Ostilium” di Stefano Mancini

“Ostilium”

di Stefano Mancini

 

Cari eroi delle Lande Percorse, questa settimana vi parlerò di un libro fantasy classico, edito dalla DZedizioni, che mi ha rifatto vivere l’ebrezza di quel brivido d’eccitazione che ti viene quando leggi un ottimo fantasy.

Come ormai sapete bene, il mio genere letterario preferito è il fantasy classico, quindi, quando mi trovo a leggere questi romanzi sono molto, ma molto, esigente. Per fortuna, Stefano Mancini in questo non mi ha mai deluso e finora mi ha sempre regalato bellissime letture con i suoi romanzi fantasy, come la bella trilogia delle Cronache di Mhur, tanto per citarne una.

Per questo, quando ho saputo che aveva da poco pubblicato, con la DZedizioni, un nuovo libro dal titolo OSTILIUM, non ho saputo resistere. In questo libro, però, il Mancini, mi ha sorpreso ulteriormente. Da un lato, ho ritrovato tutti i suoi elementi classici, compreso il suo amore smisurato per gli elfi (che, da nano quale io sono, non capirò mai!), e il suo stile impeccabile (rimango dell’idea che il Mancini dal punto di vista tecnico sia uno dei migliori scrittori italiani del momento), ma, dall’altro, ho notato un cambiamento, un’evoluzione.

Pur non abbandonando il filone classico, il Mancini, in questa sua ultima fatica letteraria, cambia prospettiva. I suoi mondi sono sempre più cupi e distopici e le sue storie sempre più anticonvenzionali. Non vi è più l’eroe epico senza macchia, o comunque mosso da grandi principi, ma sempre più persone normali, spinte da passioni umane, sia positive che negative. Come se il Mancini, attraverso le sue storie, volesse farci intendere come, nella società moderna, i grandi ideologismi abbiano lasciato il passo a desideri più venali.

Inoltre, in questo suo nuovo stile, il Mancini ci ha riservato, secondo me, altre due grandi sorprese. La prima è la figura del boia, così enigmatica fino al suo nome, e l’altra è il finale, che definirei, se posso usare un eufemismo, “un finale con le bollicine”. Un finale così particolare l’avevo trovato pochissime volte, a essere sincero. Sono rimasto per parecchi minuti a guardare inebetito le ultime pagine del libro, incredulo su quella chiusa. Insomma, non posso che rinnovare tutta la mia stima a Stefano Mancini, perché, ancora una volta, mi ha fatto rimanere a bocca aperta.

Chiudendo, vorrei fare anche un complimento alla DZedizioni, che ha saputo raccogliere attorno a sé molti autori più che validi, sfornando romanzi che veramente vale la pena leggere.

Se il libro vi è piaciuto qui lo potete trovare Amazon

Questo invece è il sito della DZedizioni

Ora vi saluto, perché devo preparare la partenza per il Salone del Libro di Torino e sono già in ritardo… Per chi fosse in zona, io sarò lì da giovedì a lunedì.

Diego

 

Recensione: Fore Morra di Diego Di Dio

 Fore Morra

di Diego Di Dio

Cari eroi delle Lande Percorse, oggi vi parlerò di un thriller nostrano che mi ha fatto rivivere la bellezza e la crudeltà della mia città natia. Sto parlando del romanzo di esordio di Diego Di Dio, “Fore Morra”.

Sebbene questo sia un romanzo d’esordio, racchiude in sé tutta l’esperienza che Diego ha acquisito nella sua carriera di editor e di agente letterario, per cui le tipiche “ingenuità” (passatemi il termine) che abbondano nei romanzi dei novelli scrittori (compreso il mio) qui non sono presenti o, almeno, sono molto limitate.

Come dicevo in apertura, il romanzo è ambientato a Napoli, ma anche lungo la via Domiziana. Nelle pagine del suo libro, Diego ha saputo descrivere minuziosamente questi luoghi, mettendo in risalto la loro bellezza ma anche il male che vi si annida e che li deturpa. Più si legge Fore Morra e più sembra di muoversi fra i vicoli di Napoli, si sentono voci e si percepiscono gli odori di quei luoghi. Per me, è stato un po’ come tornare a casa.

Diego ha usato una struttura a capitoli alterni acronici, ovvero un capitolo che narra le vicende presenti e uno quelle passate, che si focalizzano sulla storia personale della protagonista e sulla sua crescita. A mio avviso, questa struttura è molto accattivante, soprattutto in romanzi del genere, perché, durante lo scorrere della trama principale, ti permette di conoscere in maniera più approfondita dettagli che rendono più completa la storia, che, inoltre, è molto verosimile in tutti i suoi aspetti, il che da un sapore di veridicità che a me piace molto.

Ultima “mossa” veramente azzeccata è stata quella di cambiare prospettiva. Siamo abituati, ormai, soprattutto per questo genere, a protagonisti maschili super addestrati, mentre le donne sono solo delle ottime comprimarie e amanti. Diego, invece, nel suo romanzo, ha deciso di capovolgere i ruoli, facendo della donna la protagonista e dell’uomo il comprimario.

Che dire ancora se non che consiglio vivamente questo libro: sia agli amanti più esigenti del genere che ai neofiti, infatti, per entrambi, questo potrà essere una piacevole lettura.

Se siete interessati all’acquisto potete andare sul link AMAZON

Diego

Recensione: “Intoccabili” di Valerio La Martire

Volevo ringraziare Valerio La Martire per questo libro, perché veramente penso ci fosse bisogno di un libro del genere. Qualcuno potrebbe dire che essere contenti per un libro in cui si parla di un’epidemia tremenda, come quella dell’ebola, possa essere fuori luogo. Io, invece, penso che avere una memoria tangibile di quello che si è consumato in un continente non troppo lontano da noi serva m51I0NqVBCGLolto. Inoltre, penso che il fatto che sia una memoria scritta e non solo visiva (foto e video), sia un valore aggiunto. Sì, perché oggi siamo troppo legati a una cultura visiva, che scorre liquida e che non lascia segni né emozione nell’anima, come acqua che scivola via dalle mani e che si asciuga velocemente, per parafrasare il filosofo Zygmunt Bauman, recentemente scomparso.

Altra obbiezione che si potrebbe fare è quella che ormai l’epidemia di ebola è passata da qualche anno, quindi, perché parlarne ancora? Forse è vero: ebola è ormai un ricordo lontano, ma solo per noi! Perché in Africa ha lasciato parecchie cicatrici, ha sfigurato il volto di una bellissima madre, distruggendo vite, famiglie, stili di convivenza e lasciando il seme della diffidenza nel cuore di tanti che hanno ancora paura di toccarsi e di amarsi. Insomma, ebola è tutto fuorché passata, senza contare che il virus è sempre presente in quelle zone e potrebbe manifestarsi nuovamente con un ceppo diverso, a cui l’uomo non si è ancora immunizzato.

Per questo rimango convinto che ci fosse bisogno di questo libro, per ricordare che non troppo lontano dalle nostre comode città, tanti uomini, donne e soprattutto bambini sono morti, in maniera atroce, ma anche che tante donne e uomini coraggiosi sono andati ad aiutarli, rischiando in prima persona, lasciando affetti e cari pur di salvare qualche vita.

Proprio su questo punto, vorrei spendere due parole in più. A una lettura superficiale, potrebbe rimanere impressa solo la grande impotenza di Medici Senza Frontiere, che si trovano a contrastare qualcosa di molto più grande di loro: un male così spietato da soffocare ogni speranza. Per tutto il libro, infatti, traspare come sia di gran lunga superiore il numero dei morti rispetto a quello di coloro che si salvano, non solo, gli scarsi mezzi, le condizioni avverse e la poca collaborazione della popolazione di Monrovia fanno apparire ogni sforzo quasi inutile. Addirittura, a un certo punto, si ha come la voglia di chiudere il libro, consapevoli che quella storia non finirà bene, ma, al contrario, ti farà rimanere addosso solo freddo e fango. Se, però, si riesce a leggere nel profondo delle loro storie, senza farsi vincere dall’angoscia, si capisce come quel “fortino” dalle mura grigie sia in realtà l’ultimo avamposto d’umanità. Un posto in cui la gente non va solo per farsi curare, ma anche, forse inconsapevolmente, per non morire sola; come il ragazzino, ormai arrivato allo stadio finale della malattia, che ringrazia “doc Rob” per averlo ammesso nel centro anche quando ormai era chiaro che fosse spacciato, cosa di cui era consapevole anche il padre, che aveva insistito fino alla fine affinché suo figlio non rimanesse da solo, magari in una capanna fredda e umida. Spesso, non è solo la morte a far paura ma, piuttosto, la solitudine che l’accompagna.

Un altro passo rivoluzionario di questo piccolo libro è il far capire che, per aiutare al meglio le persone, prima bisogna conoscerle, capirle e in un certo senso rispettare la loro cultura, come fa l’antropologo Umberto che potrebbe sembrare superfluo in quel luogo (forse sarebbe servito un medico in più, magari specializzato in infettivologia), invece, ha il merito di aver iniziato tutto un processo di scoperta di una società a cui nessuno aveva mai prestato importanza e che, per questo, non si riusciva a capire. Una società, a cui era stato imposto un modello europeo che non voleva accettare e, per questo, aveva cominciato a opporsi alla missione di MSF. Questa iniziale incomprensione aveva eretto muri ben più alti di quelli del “fortino” grigio, che rischiavano di far propagare ancora di più il virus dell’ebola, anche oltre i confini del paese.

Concludendo, posso affermare, senza vergogna, di aver capito due cose molto importanti grazie a questo piccolo grande libro: la prima è che, spesso, la solitudine è peggiore della morte e la seconda è che la conoscenza dell’altro è alla base di ogni cosa. Non si può aiutare il prossimo, se prima non lo si conosce veramente.

Per questo, voglio ringraziare Valerio La Martire, ma, soprattutto, voglio ringraziare Medici Senza Frontiere (e con loro tutte le associazioni che si sono impegnate per arginare e debellare ebola), che hanno dimostrato come aiutare il prossimo e nello specifico l’Africa, sia l’unica strada da percorrere in questo mondo così tanto globalizzato, ma anche così poco attento alle vicende dell’altro.

Diego

SEGNALAZIONE: Margot di Monika M Writer

Cari eroi della Lande Percorse, oggi vi segnalo il romanzo di Monika M Writer dal titolo MARGOT, che parla di un tema molto cupo che non ha fatto onore alla storia del genere umano.

Margot

di Monika M Writer

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Sinossi:

Margot nasce nella Baviera del 1600 scossa dall’Inquisizione. Più volte l’accusa di eresia sfiorerà la sua giovane vita, ma mai la paura l’avrà vinta sul suo temperamento ribelle. Se esser libere rende le donne streghe lei rivendica per sé questa condizione! Ostinata lotterà per la sua indipendenza ed ancor più per il suo unico amore.

Presentazione:

Anno Domini 1592, Baviera.

In un epoca in cui l’accusa di eresia era diffusa più del pane, molte donne si convinsero di esser Streghe. I motivi erano di diversa origine e natura, alcune dettate unicamente da allucinazioni per via delle sostante assunte consapevolmente e non, altre indotte da ignoranza o semplice fanatismo.

L’antica conoscenza medica che ogni donna custodiva in se divenne motivo di accusa in una società in cui i monaci miravano a detenere non solo il controllo della salvezza delle anime, ma anche del corpo. Essere erboriste o levatrici era già un indizio di stregoneria e nella Germania sconvolta dai roghi dell’Inquisizione del 1600 la protagonista, Margot, nasce e cresce.

Sin dalla sua nascita ella verrà travolta dalla superstizione che nelle povere anime albergava. Il terrore della presenza del maligno che in dettagli corporei si annidava, deformazioni fisiche o semplici macchie sulla pelle, erano sufficienti ad indurre sospetto e condanna.

Tenace, curiosa e ribelle la bambina imporrà a se stessa il sapere come unica colpa per cui finire un giorno sul rogo, vivendo fuori da ogni conveniente tornaconto, amando colui che nessun’altra avrebbe voluto amare.

L’indulgenza, unico motivo di riscatto per poveri che conducevano una vita miserabile, rendeva l’accusa di eresia suprema perdizione non solo di questo mondo ma anche dell’altro e solo le menti più illuminate sfuggirono a quel controllo dettato dalla paura, Margot fu una di queste…

Monika M.

Se il tema vi incuriosisce e ne volete sapere di più, l’autrice ha scritto anche un articolo che potete trovare QUI

Mentre il ibro, disponibile sia in e-book che in cartaceo, lo potete trovare su Amazon

Non mi rimane altro da dirvi se non buona lettura e alla prossima segnalazione.

Diego

Recensione di SteamBros Investigations – L’armonia dell’Imperfetto.

Di Alastor Maverick e L.A.Mely

Cari eroi delle Lande Percorse, oggi vi voglio parlare di uno degli ultimi libri targato DZedizioni, dal titolo “SteamBros Investigations – L’armonia dell’Imperfetto”.

Ma andiamo con ordine. Prima un paio di dati tecnici e subito dopo le mie considerazione.

Titolo: SteamBros Investigations – L’armonia dell’Imperfetto
Genere: Giallo/Steampunk
Autori: Alastor Maverick e L.A.Mely
Casa editrice: Dark Zone (DZedizioni)
ISBN: 88-99845-08-5
EAN: 9788899845087

Sinossi: 

Il mondo è dominato dalla meraviglia dei motori a vapore e delle macchine elettriche. La gloria e il lusso appartengono ai ricchi e ai potenti che lasciano le classi meno abbienti a vivere nella miseria. In questo miasma di fumo e carbone emergono le menti più brillanti, siano esse volte al crimine o alla giustizia. Nicholas e Melinda Hoyt sono due investigatori privati, schierati al servizio della giustizia, fondatori dell’agenzia “Hoyt Brothers Investigations”. Quando un apparente caso di suicidio porta a galla frammenti del loro passato, solo una grande dose di fortuna, intelligenza e vapore potrà far emergere la verità e salvargli al vita.

Recensione:

Questo romanzo, a mio avviso, è alquanto interessante, poiché unisce due stili a me molto cari, ovvero lo steampunk e l’investigativo stile Conan Doyle. Devo dire che, all’inizio, ero un po’ scettico su questa miscellanea di generi letterari così diversi fra loro, e temevo che lo stile investigativo, per il quale stravedo, potesse essere “manomesso” dalla presenza della tecnologia. Certo, in questo primo volume, lo steampunk è solo lievemente accennato, ma vi assicuro che la sua presenza si fa sentire in tutta la sua potenza, come il ronzio di una zanzara in una calda notte di mezz’estate e, quindi, il rischio di una distonia fra i due generi rimaneva, per me, molto alto.

Per fortuna, le mie paure si sono immediatamente dissipate con lo scorrere delle pagine, perché ho potuto notare come i due autori – questo, infatti, è un romanzo scritto a quattro mani – fossero stati capaci di far interagire questi due stili, agli antipodi, quasi alla perfezione. Non ho notato, di fatto, forzature di nessun tipo, né in una direzione né in un’altra, e questo mi è piaciuto, perché ha creato uno stile che ha in sé una sua unicità.

Lo stile è pregnante e i due protagonisti (che sembrano le fotocopie dei due autori) sono ben caratterizzati e subito conquistano le simpatie del lettore con il loro carattere forte e deciso, ma, soprattutto, con le loro deduzioni alla Sherlock Holmes. La storia è intrigante, soprattutto negli scenari che apre alla fine del libro e che saranno il perno su cui girerà il prossimo volume (che non vedo l’ora di leggere).

Ovviamente, essendo un’opera prima, questo testo presenta anche delle “ingenuità” stilistiche e narrative, che, però, sono sicuro, i due scrittori sapranno colmare perfettamente.

A questo punto, mi rimane solo di invitarvi a leggere questo libro, che potrete trovare su tutti gli store on-line e nelle migliori librerie.

Diego

Per finire un paio i di Link dove trovare questa pregiatissima opera:


Distributore librerie: LIBROCO 

Link acquisto cartaceo online
(Disponibile anche sulle maggiori librerie digitali -Amazon, ibs, libreriauniversitaria, ecc…)

E-book su amazon (disponibile anche per gli abbonati a Kindle Unlimited)

 

Recensione: DREAM HUNTER di Myriam Benothman

Cari Eroi della Lande Percorse oggi vi voglio parlare di un bel libro, firmato Astro Edizioni, che è il caso di dirlo vi farà sognare…

Ma bando alle ciance ed entriamo nel vivo del post.

DREAM HUNTER – Il ponte illusorio

Casa editrice: Astro Edizioni

Autore: Myriam Benothman

Link d’acquisto: Astro Amazon

 

Biografia di Myriam Benothman

Italiana nata a Tunisi, è cresciuta a Roma in una famiglia multiculturale. Quadrilingue con il pallino delle sfide, è la più giovane matricola nella storia dell’università “La Sapienza”. Si laurea in Scienze politiche e Relazioni internazionali e intraprende una brillante carriera nel mondo del marketing e della comunicazione, diventando Global Head of Digital & CRM in Bulgari (Gruppo LVMH).
Il nonno Alberto Perrini – premiato autore teatrale, critico letterario e giornalista – la invita a coltivare sin da piccola la passione per la scrittura, così lei si dedica alle fanfiction su Internet. Pubblicati sotto pseudonimo, i suoi racconti si ispirano a noti manga giapponesi, trovando ampio consenso tra le lettrici che la seguono con affetto da anni.

Sinossi:

Cosa si prova nell’incontrare Cappuccetto Rosso e Biancaneve, e innamorarsi di un vero principe azzurro?
Tra le vie di Parigi, Sophie si imbatte per caso in un antico libro di favole ed è vittima di un’allucinazione. Hanno così inizio i suoi sogni vividi e surreali, ambientati nella dimensione parallela popolata da personaggi incantati.
In essi, la ragazza scopre di riuscire a manipolare le fiabe e, così facendo, anche il mondo reale cambia.
Ospite d’onore al ballo per le nozze di Cenerentola, conosce Alexander, principe seducente e inafferrabile. Il confronto fra i due si dipana tra avventure fatate, finché il sentimento che li unisce non si rivela in tutta la sua forza.
Ma una presenza oscura trama nell’ombra, insinuandosi nella mente di Sophie per usurparne il potere ed estendere il suo dominio sugli esseri umani…

Recensione:

Una storia d’amore appassionante, ironica e avventurosa, personaggi delle fiabe come non li avete mai visti e un continuo susseguirsi di sorprese e colpi di scena. Non si tratta del solito fantasy: la trama è davvero originale, fin dalle prime pagine… Fa venire voglia di leggerlo subito fino in fondo per scoprire cosa accadrà ai protagonisti. Personalmente mi è sembrato di entrare con loro nel mondo incantato, provando emozioni dimenticate da tempo. Molto belle anche le descrizioni, l’autrice riesce a dipingere le situazioni come in un film. Consigliatissimo, spero in un seguito!

 

 

Segnalazione – Il Cubo di Argenti di Maria Cataldo

Carissimi eroi delle Lande Percorse, oggi vi voglio segnalare questa bellissima Promo di un thriller che promette di essere il prossimo caso editoriale italiano.

Una Promo in cui l’autrice, Maria Castaldo ha avuto il coraggio di girarlo in prima persona.

“Il Cubo di Argenti” di Maria Cataldo, edito dalla David and Matthaus.

Uscita prevista del libro: 26 Marzo 2017

Buona lettura a tutti.

Diego

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Recensione: STONELAND di Roberto Saguatti.

“Stoneland – Il signore del vento e del fuoco” è il romanzo d’esordio di Roberto Saguatti. Un opera che in se racchiude le gioie e i dolori di un opera prima.

La storia è fresca e originale, se bene ormai i canonii-signori-del-vento-e-del-fuoco_cover-prima fantasy siano stati ampiamente sviscerati da moltissimi autori, il Saguatti riesce comunque a conferire una nota di originalità al suo racconto che ti spinge a leggerlo con passione fino all’ultima pagina. La costruzione narrativa è agile e veloce, contraddistinta da capitoli brevi che lasciano sempre alto il livello d’interesse. Ma se da un lato la costruzione della storia a capitoli brevi risulta essere molto dinamica dall’altra rischia spesso di far rimanere un po’ troppo sul superficiale, soprattutto quando il capitolo che si sta leggendo è fin troppo breve. Un’arma a doppio taglio che spesso mi ha lasciato perplesso, anche se il Saguatti si aiuta ogni tanto inserendo delle “anticonvenzionali” note esplicative a piè di pagina.

Ottimo invece la caratterizzazione dei personaggi e la loro crescita interiore. All’inizio della storia incontriamo due ragazzi ben distinti che provengono da paesi e realtà socio-economiche agli antipodi. Da una parte Val Lamce, annoiato e ribelle figlio di una ricca famiglia, che si accinge ad affrontare la prova per la conquista della pietra del vento. Dall’altra Gerrit Rabe, umile figlio di una famiglia di onesti lavoratori, che dovrà affrontare la prova per avere la pietra del fuoco.

Questi due protagonisti principali, cresceranno durante lo scorrere delle pagine, non solo dal punto di vista del loro potere magico, ma soprattutto interiormente, maturando fino a diventare delle persone adulte.

Anche l’ambientazione, con i regni e le terre ben distinte, mi ha molto colpito.

Una nota negativa invece la devo fare all’editore, che a mio avviso non ha prodotto un’edizione apprezzabile, al contrario in molti punti sembra invece un edizione “economica” e di poco pregio.

Per il resto sono molto curioso di leggere il secondo volume del Saguatti “Stoneland – Il signore della morte”, che ovviamente prenderò la prossima volta che lo incontrerò a una fiera per farmelo autografare.

Diego

Blog Tour – LEGIO M ULTIMA – SFIDA ALL’IMPERO

Cari eroi delle Lande Percorse, oggi ho il piacere e l’onore di ospitare sulle mie pagine, una grandissima Legione che arriva nientepopodimeno che:
Dalla Roma Imperiale!!!!!!!!
Allora cari amici diamo il ben venuto a questi impavidi legionari e vediamo cosa hanno da raccontarci 😉
Buona lettura
Diego

LEGIO M ULTIMA – SFIDA ALL’IMPERO

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Roma intesa non come città, Urbe, impero, ma come ideale, volontà.
La loro fedeltà non è in discussione, mai, anche se talvolta celano dei segreti. E che segreti. E poi c’è Azia. Azia li accomuna tutti o lo farà, pur non essendoci più. Quella chepablo-20 sembra essere la protagonista indiscussa del romanzo semplicemente scompare. Perché la verità è che nessuno è davvero protagonista o, meglio, lo è per la sua parte, in misura della sua personalità. Ed è indubbio che Azia abbia una personalità molto forte. Ma èprotagonista vera solo della parte introduttiva del romanzo, già in una seconda parte se la gioca alla pari con Gautighot che, in più di qualche occasione, primeggia. E nella terza è un testa a testa con l’immunes che la interroga. Ma poi? Chi prevale in realtà? Tutti e nessuno.
Domiziano è protagonista dell’avventura a Torino, pardon, Augusta Taorinorum, nel quale prende in mano la situazione e divenire una sorta di guida per il resto della squadra e con un colpo di mano da far venire un mezzo infarto a Pendaran.
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Elettra

Perché Domiziano è così, è un conciliator, ossia una sorta di diplomatico/legale/bardo, capace di risolvere le situazioni più disparate con la propria parlantina e qualche trucchetto extra dono di Concordia, patrona del suo magisterium. Il problema è che anche lui ha un limite di sopportazione e la sua mente pronta è capace di escogitare un piano alternativo praticamente in tempo zero. Come, appunto, si vede a Torino. A-ehm, ad Augusta Taorinorum. E sempre per questo motivo talvolta si trova a farsi dare ragione dal suo interlocutore a suon di pugni, pugni che non hanno risparmiato nemmeno Gautighot il quale, dopo l’assaggio, non ha esitato a definirli molto “diplomatici”.
Ma Domiziano è anche un uomo che nasconde un segreto e che prova vergogna non del segreto, quanto di non averlo rivelato ai compagni con cui

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Domiziano

praticamente convive. Amante delle belle donne, della bella musica e della bella vita, non disdegna di abbandonare a se stessi i suoi vudi compagni di squadva per dedicarsi alla cura del corpo e dello spirito. Se poi lo si ritrova a letto con due o tre lupe alla volta, è pevché c’eva bisogno di un buon consolatove, che volete… sono gveco, come consolo io non lo fa nessun’altvo.

Ama molto ridere e non perde occasione per punzecchiare il comandante Gautighot o Eliogabalo Silente per innescare una catena di battute e per il suo carattere amabile è una persona capace di andare d’accordo con tutti. Anche con Lucio Crispo Balbo (citato ieri nell’estratto memorabile su aratak.blogspot.it). Si trova molto in sintonia con la componente femminile del gruppo, in special modo con Elettra Igea con la quale stringe una grandissima amicizia che le farà digerire più di qualche rospo che, altrimenti, avrebbe ben volentieri vomitato in faccia al colpevole. Preferibilmente a suon di pugni.
Elettra è una donna ruvida, poiché si fa di necessità virtù e se sei una violens questo diven
ta il tuo primo e quasi unico motto, oltre a quello imparato dall’aio che, nonostante tu sia il migliore del tuo gruppo nel combattimento, c’è sempre qualcuno che ti manderà gambe all’aria. E che ti dimostrerà che si può sempre vedere più di un’alternativa a una battaglia, per poter fare le mosse migliori ed elaborare le strategie più adatte per assicurarsi la vittoria. Ed è questo che lei impara al magisterium martii, a elaborare strategia. Là dove lei e Gautighot sono stati addestrati per diventare mastini dell’impero, le più micidiali macchine beelettralliche che Roma abbia mai generato, non si preparano combattenti senza cervello ed Elettra mostrerà di sapersela cavare egregiamente anche in altri campi e di saper sfruttare al meglio tutte le carte che madre natura le ha dato in mano in questa partita che è la vita. Infatti, nonostante la sua ruvidezza di guerriera non ha perso, e non vuole perderlo assolutamente, quel suo lato femminile che la rende audace e seducente al contempo e che sfrutta abilmente ogni qual volta serva ottenere informazioni velocemente. Ama la vita e non disdegna di concedersi qualche lusso o un comportamento moralmente molto libero, ma in fin dei conti, lei pensa che, con la vita che conduce, ogni notte potrebbe essere l’ultima e quindi tanto vale godersela.

 

CALENDARIO BLOG TOUR

Ecco il calendario completo:

LEGIO M ULTIMA – SFIDA ALL’IMPERO
I Demiurghi – Astro Edizioni
13.90 € – Fantasy – Acquisto